Il Grande Risveglio!

La fotografia italiana dal secondo dopoguerra agli anni 80

La mostra di circa 100 fotografie Il Grande Risveglio ! – La fotografia italiana dal secondo dopoguerra agli anni 80 intende ricostruire il cammino della fotografia italiana verso la modernità. Un percorso che ha inizio dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, quando la fotografia italiana si emancipa dalle tematiche della fotografia di regime e di quella monumentale dei fratelli Alinari. La fotografia italiana è fino alla metà degli anni 40 uno strumento di potere per imporre l’immagine di un Paese coerente con la visione di un’Italia fascista. 

La fine della Seconda Guerra Mondiale segna la cesura con la fotografia come medium di propaganda e apre le porte ad una nuova fotografia, che mira a recuperare l’identità del popolo italiano, nettamente frammentato. E così i fotografi visitano gli angoli – anche i più remoti – del Bel Paese per un nuovo racconto del reale in grado di riportare in luce le sfaccettature di un’Italia variegata ed eterogenea. Una fotografia “democratica”, che non dimentica i più deboli e che si fonda sulla speranza che la Ricostruzione azzeri le diseguaglianze sociali che per anni avevano afflitto il Paese.  

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Sono gli anni del Neorealismo che coinvolge dapprima il cinema e in seguito la fotografia, efficace mezzo per interrogarsi e riflettere sul proprio tempo e sulla società.  Attraverso le pagine dei principali settimanali gli autori raccontano l’Italia del dopoguerra: le realtà sociali del paese e i suoi problemi, dando anche voce a nuovi bisogni di evasione e spensieratezza. Cinecittà – dopo anni di conversione a rifugio degli sfollati della guerra – torna ad ospitare produzioni cinematografiche: al cinema italiano si affiancano le produzioni americane e le star di Hollywood iniziano ad affollare i locali alla moda della città. La vita mondana e le vicende delle star sollecitano l’interesse delle masse e i fotografi d’assalto – i Paparazzi – si intrufolano nei locali per immortalare scorci della vita privata e venderli ai rotocalchi.  Il miracolo economico segna il rapido passaggio ad una società dallo stile di vita consumistico e devoto all’apparire: un processo accellerato dalla pubblicità mass mediatica che attraverso la televisione portava i messaggi pubblicitari nelle case dei cittadini. Gli autori iniziano a riflettere sulle contraddizioni della società consumistica post boom economico, in cui le diseguaglianze sociali non sembrano affievolirsi. 

Nascono movimenti artistici come la MEC-ART e la Poesia Visiva che criticano la società contemporanea attraverso la scomposizione ironica e satirica del linguaggio dei media e fondono fotografia e linguaggio scritto attraverso un approccio artistico multidisciplinare. Un processo che apre le porte ad una fotografia concettuale che – dalla seconda metà degli anni 60 fino a tutti gli anni 70 – propone una critica al linguaggio comune soggiogato al consumismo. 

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Tagliaferro
Di Bello

La disillusione nei confronti delle promesse della Ricostruzione e le critiche verso una società consumistica e ancora fortemente gerarchizzata sfociano nelle proteste del 1968. Un’atmosfera critica e di aperta protesta influenzerà anche la fotografia, che si fa interprete di tensioni politiche e sociali. Gruppi di artisti, che partecipano al clima della neoavanguardia, si schierano a favore di un’arte che mira alla partecipazione attiva del pubblico, ma anche destinata a far emergere riflessioni sul contesto politico dell’attualità: dall’identità dell’individuo, al ruolo della donna nella società fino alle indagini sul paesaggio.

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Mulas

E sarà proprio l’Italia a fondare con Viaggio in Italia – progetto di indagine fotografica lungo tutto il Bel Paese ideato da Luigi Ghirri – la Nuova Scuola di Paesaggio, tutt’oggi in attività, per indagare una realtà completamente trasformata dal boom economico e dalla crisi di fine anni 70, attraverso la ricerca di una quotidianità nuova, talvolta anche marginale, ben lontana dagli stereotipi dell’Italia da cartolina

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Radino

Barchessa di Villa Giovannina

Via della Libertà 2, 31020, Carità di Villorba (Treviso)

11 SETTEMBRE 2021 – 17 OTTOBRE 2021

ORARI MOSTRA:

lunedì – venerdì

sabato – domenica: 10:00-20:00

martedì giorno di chiusura