Giuseppe Cavalli

 

Fratello gemello di Emanuele Cavalli, ne condivide la passione per le arti. Estimatore della cultura classica e della letteratura straniera ottocentesca Emanuele Cavalli è un intellettuale dalle ampie vedute, ma il suo sentimento antifascista lo porta a rifiutare collaborazioni professionali con il regime. Nel 1942 pubblica il libro Otto fotografi italiani d’oggi, assieme a fotografi amici che si oppongono agli stilemi della fotografia di regime a favore di una fotografia più pura ed essenziale, dal tono alto. Nel 1947 nasce a Senigallia il gruppo fotografico La Bussola, il cui manifesto viene redatto dallo stesso Cavalli. Cavalli promuove una fotografia artistica, in opposizione ai fotografi del documento e della realtà sociale. La fotografia di Cavalli è caratterizzata da una composizione essenziale in cui il soggetto fotografato perde importanza: una fotografia capace di estrapolare la poesia del reale e sottolinearne la portata metafisica. I toni della stampa sono chiari e connotati da una luminosità che porterà a definire in tutto il mondo la sua fotografia come ‘mediterranea’. Un linguaggio puro e teso alla conquista della bellezza classica: il levare la materia per arrivare all’essenza delle cose. Un’idealismo che deriva dall’adesione al pensiero di Croce, filosofo i cui scritti hanno influenzato molti intellettuali italiani del periodo. Nel 1954 fonda e dirige il gruppo MISA di Senigallia, in cui confluirono molti giovani fotografi di talento, tra cui Mario Giacomelli, Alfredo Camisa, Piergiorgio Branzi.