Guido Guidi

Guido Guidi inizia a scattare fotografie all’età di 14 anni. Si trasferisce a Venezia dove frequenta dapprima la facoltà di architettura e in seguito il corso di Design Industriale. Allievo di Italo Zannier è considerato uno dei pionieri della nuova fotografia di paesaggio degli anni 80. La visione di Guidi è fortemente legata a quella dei fotografi tipografi americani, che avevano rivoluzionato la fotografia portando al centro della scena le periferie e il quotidiano, tematiche generalmente ignorate dal mondo delle immagini del periodo. La ricerca sul significato del vedere è all’origine del cammino fotografico di Guidi. Guidi è stato capace di rendere luoghi della memoria collettiva, che lui stesso definiva brutti, icone universali di un mondo in costante cambiamento. Una fotografia che definisce vernacolare, in quanto chiaramente legata alla dimensione natia, paesana, familiare. Sono persone comuni che appaiono attorno ai tavoli delle osterie di periferia. Fotografie capaci di superare le leggi del visibile per collocarsi sul piano della memoria collettiva condivisa. Fotografie in cui emergono gli archetipi della società del periodo per conquistare in nostro incoscio collettivo. Guido Guidi ha partecipato a Viaggio in Italia di Luigi Ghirri. Alla carriera di fotografo affianca l’insegnamento. Guidi ha teorizzato una grammatica visiva della fotografia: una serie di esercizi che allenano l’alunno di fotografia alla conoscenza ed applicazione delle regole della visione.