Guido Sartorelli

Dopo un periodo di navigazione in Medio Oriente come Allievo Ufficiale in una nave passeggeri, il veneziano Guido Sartorelli entra all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Realizza la sua prima esposizione personale alla Fondazione Bevilacqua-La Masa di Venezia nel 1964 dedicata alla Vita di Galileo di Bertold Brecht. Nel 1968 quadri e tele dipinte vengono messi da parte. Comincia un percorso di ricerca sull’arte e le sue evoluzioni, che verrà poi accantonata al fine di individuare una personale modalità di osservare lo spazio del vissuto collettivo. Lo sguardo dell’artista veneziano passa dallo studio delle modalità della rappresentazione, all’indagine sul contesto urbano. La città diventa il soggetto privilegiato del suo lavoro dalla seconda metà degli anni 70, e lo strumento per descriverla è un altro dispositivo, aggiornato tecnologicamente, la macchina fotografica. Un approccio fenomenologico descrive, elenca, sistematizza, individuando le differenze fra luogo e luogo date dalla superfetazione fra segni casuali (graffiti, scritte), arredo funzionale (cabine telefoniche, cestini dei rifiuti, fermate dell’autobus, pontili ) e l’invasiva presenza della pubblicità.