Luigi Ontani

Un racconto di cronaca ravennate recita che fino al 1865 la chiesuola del Quadrarco di Braccioforte era adibita a magazzino per bare e barelle. Vi dormiva di notte il custode della Confraternita della Mercede, detto Grillo. Una sera ubriaco vide un fantasma che gli disse di essere il grande poeta Dante. Il sagrestano morì nel maggio del 1865. Pochi giorni dopo, in quell’angolo di Braccioforte e dietro la porta murata, vennero scoperte le ossa di Dante. La carriera artistica di Luigi Ontani inizia con i tableaux vivant degli anni 70: performance filmate e fotografate in cui l’artista appare mascherato e impersonifica personaggi della storia e del mito da Dante a Pinocchio, da San Sebastiano a Bacco, senza mai perdere la propria identità. Ontani diventa contemporaneamente autore e attore della propria opera innalzando sé stesso ad oggetto d’arte. Luigi Ontani attinge dal mito, dalla storia e dai racconti popolari. Il soggetto è sempre l’artista che ricorre al proprio corpo e al proprio volto per impersonificare personaggi esistiti o leggendari. Un viaggio “trans storico” e multimediale attraverso il mito, la maschera, il simbolo, la rappresentazione iconografica, strettamente collegato alla passione di Ontani per la letteratura, in particolare per le opere di Apollinaire e Pirandello. “Io sono Pinocchio, sono Raffaello, sono Leonardo; io sono la Lupa, sono Roma; ma sempre e comunque io sono Luigi Ontani.”