Mario Cresci

Studia grafica, design industriale, architettura all’università Iuav di Venezia con quell’interesse trans disciplinare ben concretizzato dal suo maestro Carlo Scarpa. Mentre passeggia con la sua macchina fotografica cercando di verificare gli scorci del Canaletto conosce i cinetici del gruppo N vicini alla Olivetti. Come molti della sua generazione si appassiona all’antropologia e decide di trascorrere 20 anni in Lucania, dove si alimenta dell’umanità tradizionale. Durante l’esperienza di Matera sperimenta l’utilizzo della fotografia e della grafica come mezzi di progettazione e comunicazione. Sviluppa un metodo d’indagine analitico che si struttura con sequenze di immagini. Qui una stampa ai Sali d’argento della serie ritratti reali (1967-1972) raffigura un gruppo familiare in posa con in mano la foto dei propri avi. Il rapporto tra lo sguardo dei soggetti e quello degli antenati vuole creare un corto circuito tra tempo, realtà e memoria. Questo lavoro è un’indagine sociale e contemporaneamente una verifica su sè stesso, perciò anche Cresci partecipa all’immagine.