Mario De Biasi

Mario De Biasi comincia a sperimentare il mezzo fotografico dopo il 1945, quando si trasferisce a Milano dopo la prigionia in un campo di lavoro a Norimberga. De Biasi esplora le vie della città devastata dalla guerra, ma già speranzosa in un miracolo economico. La fotografia di Mario De Biasi è fin dagli albori incentrata sull’esplorazione della vita quotidiana tra le strade di un’Italia ormai libera dai preconcetti del ventennio fascista e in dinamica trasformazione. Una propensione alla ripresa del reale che colloca la sua attività fotografica vicino alle tendenze neorealiste e che lo porterà a dedicare la sua intera vita al foto giornalismo. Un fotografo eterogeneo, capace di narrare con sensibilità la realtà e di reinterpretarla con occhio critico, di trasformare una semplice immagine in icona intramontabile, come nel caso della fotografia Balletto scattata nel 1953, anno in cui comincia a collaborare con la rivista Epoca per cui scatta reportages in tutto il mondo occupandosi di rivoluzioni, uomini famosi, paesi sconosciuti.