Piergiorgio Branzi

Cresce a Firenze e comincia a fotografare negli anni 50. Entra dapprima in contatto con il circolo La Bussola, per poi partecipare al gruppo Misa con Giacomelli, Camisa e Migliori. Nel 1955 intraprende un viaggio attraverso l’Italia meridionale e, armato di macchina fotografica, realizza un reportage fotografico sulle condizioni sociali dell’Italia del dopoguerra. A partire dal ‘56 comincia a collaborare con il giornale Il Mondo, che si fa interprete di quel filone della fotografia italiana definibile come realismo formalista. Dopo aver collaborato con Il Mondo di Mario Pannunzio, per il quale documenta la nascita dell’Italia consumista e borghese, inizia a prediligere una carriera nel giornalismo scritto. All’inizio degli anni 60 viene assunto dalla RAI, e poco dopo il inviato a Mosca come corrispondente, dove apre la prima sede di corrispondenza giornalistica di un emittente radiotelevisiva italiana. A Mosca continua a scattare, ma una volta chiusa questa esperienza abbandona la fotografia per 30 anni. Riprende a fotografare a metà anni novanta per una rivisitazione dei luoghi pasoliniani.