Caio Garubba

Caio Garubba nasce a Napoli nel 1923. Comincia a dedicarsi alla fotografia nel 1953. Le tappe dell’attività di Garrubba come fotografo furono diverse, dal suo iniziale e preponderante interesse per la fotografia iniziato in giovane età in Calabria, alla “formazione” della cosiddetta Scuola Romana con la fondazione di un’agenzia fotografica per il fotogiornalismo internazionale (Fotografi Associati). Particolari sul suo interesse iniziale per la fotografia, li fornisce lui stesso in una intervista riportata dal Corriere della Sera, a cui dichiara che nacque fin da ragazzo quando negli anni che visse a Strongoli in Calabria, paese natale dei genitori, grazie alla vasta biblioteca di famiglia, contenente moltissimi libri d’arte. Fondamentale poi, fu anni dopo, l’incontro con uno dei fotoreporter degli anni cinquanta, Plinio De Martiis con cui dettero vita a Roma nel 1952 ad una cooperativa di fotografi che doveva sul modello della Magnum Photos. Con Garrubba e De Martiis si consolidò un gruppo di fotografi che divenne ben presto un importante riferimento del fotogiornalismo italiano, la cosiddetta Scuola Romana, di cui fecevano parte Franco Pinna, Pablo Volta, Ermanno Rea, Antonio Sansone e suo fratello Nicola. Con le sue macchine fotografiche, una Leica e una Rolleiflex, Garrubba gira l’Italia e molti paesi del mondo. Fotografa Napoli, il Sud Italia e specialmente la Calabria; Beirut, Istanbul, Ulan Bator; alcuni paesi del Maghreb (famoso il suo reportage a Casablanca in Marocco nel 1954 con la foto del militare della legione straniera e della giovane donna che lo bacia e l’abbraccia); diversi paesi dell’Est dietro la cortina di ferro, la Repubblica Democratica Tedesca, la Polonia, la Russia (famosa la sua foto realizzata nel 1957 in un mercatino degli uccelli in una Mosca innevata con una colomba bianca che fa capolino da una valigia (foto che piacque molto anche a Cartier- Bresson), la Cina, il Vietnam dove indirizza l’obbiettivo sulla gente comune e sugli aspetti della loro vita quotidiana, ma anche su personaggi della nomenclatura comunista come Mao Zedong, Kruscev e Breznev e Ho Chi Minh o il giovane Wojtyla in una processione quando era arcivescovo a Cracovia, sui quali realizza reportage esclusivi. I suoi reportage saranno pubblicati da riviste come Life, l’Espresso e soprattutto da Der Spiegel, con un susseguirsi di mostre in Italia e all’estero e con la realizzazione di libri fotografici.