Eugenio Miccini

Compie gli studi in Seminario appassionandosi, soprattutto, alla filosofia greca e alla letteratura latina, influenza umanistica che caratterizzerà i lavori dei maturi anni settanta; si laurea in Pedagogia e diventa pubblicista. Inizia una complessa attività e militanza letteraria, durante la quale collabora con varie riviste, tra le quali Quartiere, Letteratura, Il Menabò, pubblica alcuni libri di poesie e vince il premio di poesia Città di Firenze (1961); risalgono al 1962 le prime poesie visive e nel 1963 fonda a Firenze il Gruppo 70 con Lamberto Pignotti e Luciano Ori ed inizia l’esperienza della Poesia Visiva. Le sue Poesie visive appaiono nell’omonima antologia curata da Lamberto Pignotti e pubblicata dalle edizioni Sampietro di Bologna nel ’65. Sono anni intensi caratterizzati da un forte impegno ideologico e dall’organizzazione di mostre, spettacoli, dibattiti e pubblicazioni sulla poesia visiva. Nel 1969 organizza, sempre a Firenze, il Centro Tèchne, la rivista omonima ed i relativi quaderni, dedicati alla poesia visiva, al teatro, al dibattito culturale e politico di quegli anni. Negli anni settanta partecipa al Gruppo Internazionale di Poesia Visiva o Gruppo dei Nove e dirige con Sarenco la seconda e terza serie della rivista Lotta Poetica (Brescia). Nel 1983 fonda il Gruppo Logomotives con Arias-Misson, Blaine, Bory, De Vree, Sarenco e Verdi. Nel corso degli anni si impegna anche nell’attività didattica e accademica; è incaricato come cultore di Discipline Semiotiche presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze ed insegna Storia dell’Arte nelle Accademie di Belle Arti di Verona e di Ravenna.