Virgilio Carnisio

Virgilio Carnisio si avvicina al mondo fotografico nel 1961-62 frequentando un corso di fotografia pubblicitaria presso l’Enalc (Ente nazionale addestramento lavoratori commercio). Dal 1968 inizia un lavoro di documentazione analitica del capoluogo lombardo, mosso dall’esigenza interiore di immortalare quegli aspetti della città destinati a scomparire. Soggetti privilegiati sono vecchi cortili, case di ringhiera, osterie e antiche botteghe, attraverso cui intende restituire l’immagine della cosiddetta “vecchia Milano”. Paesaggio, architettura ed insegne commerciali diventano il mezzo privilegiato attraverso cui Carnisio riesce, nel corso degli anni, ad offrire un ritratto completo della città, non solo dal punto di vista paesistico, ma anche dei cambiamenti sociali in atto. Da allora affina sempre più la sua ricerca, finalizzando il proprio linguaggio espressivo nell’ambito del reportage in bianconero di impostazione prevalentemente sociale, con cui affronta con successo altre realtà significative, come la sua amata Valsesia, l’Italia, l’Europa, l’Asia, fino all’America. Numerose sue fotografie sono apparse su giornali e riviste, libri e enciclopedie. Sue fotografie fanno parte di collezioni pubbliche e private, e di lui hanno scritto alcuni tra i più importanti giornalisti, critici ed esperti del settore, pubblicando redazionali su prestigiose testate.